LA STORIA
HA CONTINUATO
A VIAGGIARE.
Ado Hasanović
My Father’s Diaries è uscito nelle sale italiane nell’aprile 2025, dopo la prima mondiale a Visions du Réel e le proiezioni al Sarajevo Film Festival, al Trieste Film Festival, al MedFilm Festival e in molti altri luoghi d’Europa. Poi è arrivato a New York e da lì ha continuato a viaggiare, portando con sé la voce di mio padre e quella della mia terra.
Dopo tante proiezioni, premi e incontri, ho capito che la parte più preziosa non è il riconoscimento, ma le persone. Ogni volta che parlo con qualcuno dopo una proiezione si apre uno spazio sincero, uno spazio in cui il dolore diventa connessione.
Tornare con la mente a Glogova, il mio villaggio, e alle città in cui sono cresciuto — Bratunac e Srebrenica — non è stato facile. Eppure è lì che ho imparato che la memoria non riguarda soltanto il ricordare: riguarda il vivere.
Questo film è stato per me una forma di guarigione. Quando lo vedo toccare il cuore di chi lo guarda, capisco che la mia storia non appartiene più soltanto a me, ma anche a chi la accoglie in silenzio, nel buio di una sala, davanti alla luce di uno schermo.




